Intimità delle lontananze

di Gio Blonde
Giò Blonde fonde artista, soggetto e realtà circostante con una narrazione visiva di rara spontaneità e naturalezza
ISBN 979-12-81974-04-3
Lingua Italiano
Data di pubblicazione Gennaio 2026
Perché comprare questo libro?

Una ricca occasione sia per conoscere la fotografia di Giò Blonde, sia per unirsi a una nuova importante tappa del suo percorso artistico.

Con testi di M. Bressan, L. Piccinini
Fotografie Giò Blonde
Impaginazione grafica Cristina Solano
Formato A4 orizzontale
Copertina flessibile, soft touch
Rilegatura Brossura fresata
Carta int. Splendorgel extra white 160 g. / cop, Symbol freelife satin 350 g.
N. pagine 40

15,00 

20 disponibili

Questo libro non chiede di essere guardato. Chiede di essere sentito. (M. Bressan)

“C’è una sensazione precisa che attraversa questo libro: la sensazione di una libertà praticata fino in fondo.
Non una libertà urlata, ma una libertà abitata.
Una libertà che passa attraverso il rispetto profondo dell’altro, attraverso la fiducia reciproca, attraverso il coraggio di non sapere esattamente dove si arriverà. Le fotografie di Gio Blonde non si offrono come immagini definitive.
Restano aperte, vulnerabili, esposte quanto i corpi che mostrano. E proprio per questo restano. Perché ciò che nasce da un atto
autentico – da una presenza reale – non ha bisogno di tempo per essere legittimato.
Questo libro non chiede di essere guardato. Chiede di essere sentito.”
(M. Bressan)

INTIMITA’ DELLE LONTANANZE (di L. Piccinini)

Nel descrivere il dittico dei duchi di Urbino ”affrontati”, cioè l’uno di fronte all’altro, Roberto Longhi colse nel percorso di Piero della Francesca una novità indicibile: l’artista aveva scelto di immortalare i profili “nella pienezza dell’aria”, senza mediazioni di tende o finestre. Così i volti si colgono in una contiguità immediata con ciò che fa da sfondo: indistinto, nebuloso, abbozzato.

La vicinanza dei lineamenti e del corpo alle colline e ai campi coltivati in lontananza genera una relazione fra il paesaggio e i due sposi. Nei loro volti e nelle loro acconciature diversi elementi per analogia richiamano dettagli sullo sfondo: i porri del duca ricordano gli alberelli sulle colline, o lo chignon di lei la cui trama rimanda al sezionamento dai campi. Il pittore di Sansepolcro aveva proposto una nuova intimità delle lontananze attraverso forma, dettagli e cromatismi.

Nella fotografia può darsi un’intimità delle lontananze? Sulle prime sembrerebbe di no, troppo immediata e, quando diversamente, troppo elaborata. La fotografia può concepire una relazione fra il soggetto e l’ambiente sì, ma in maniera più istintiva, intuitiva, sensibile. E se un cespuglio raccoglierà un’analogia con l’acconciatura di lei, o un nimbo di passaggio ricorderà l’onda del ciuffo di lui, allora si coglierà un’intimità casuale, ma non per questo meno potente. E forse anche Piero della Francesca non si avvide di quella corrispondenza, trovata forse per naturale abbagliamento di quell’impressione, forse solamente Longhi col suo sguardo la colse cinque secoli dopo.

Poco importa allora se l’intimità derivi da un’elucubrazione o da un’intuizione inconscia, per certo sappiamo che essa può manifestarsi, come Diana in corpore, a patto che colei che immortala il mondo col suo sguardo, viva quel luogo, poiché per cogliere l’intimità fra il soggetto e la realtà circostante, dovrà intesserne una lei stessa con ciò che la circonda.

Autoritratto Gio Blonde

Gio Blonde bio
In the name of Goddess (articolo su Perimetro.eu)
Il podcast di Gio Blonde

Intimità delle lontananze

di Gio Blonde

20 disponibili